Sapori e cultura materiale · Mare, natura e sapori
Produzione vinicola in Puglia
Territori, vitigni e abbinamenti raccontano i vini pugliesi, con una testimonianza su degustazioni e visite durante Cantine Aperte nel 2017.
La produzione vinicola pugliese comprende bianchi, rossi, rosati e spumanti, anche elaborati con metodo classico. Per orientarsi è utile distinguere un vitigno da una denominazione e da un semplice richiamo geografico: questi nomi raccontano aspetti diversi della bottiglia.
Una geografia di sapori
Ostuni e Gravina rappresentano due riferimenti per i bianchi; la Verdeca è una varietà da non confondere con il nome di una singola denominazione. Il Salento è legato anche alla produzione di rosati, mentre Cerignola e Squinzano richiamano tradizioni di vini rossi. Il Primitivo si incontra a Manduria e in altre zone, comprese le campagne di Castellana Grotte e Putignano: la presenza del vitigno non rende però tutti questi vini Primitivo di Manduria.
Il colore rosso rubino e una sensazione gustativa ampia, spesso associati a queste produzioni, vanno valutati sulla singola bottiglia. Annata, uve e vinificazione producono differenze che una descrizione regionale non può esaurire.
Locorotondo
La zona comprende Locorotondo, Cisternino e parte di Fasano. I bianchi richiamano il paesaggio della Valle d’Itria e possono mostrare tonalità giallo paglierino con riflessi verdolini, profumi delicati e fruttati, gusto asciutto. La denominazione comprende più tipologie, ciascuna con caratteristiche definite dal disciplinare.
Fra gli abbinamenti possibili figurano aperitivi, antipasti freddi, pesce, crostacei, zuppe di cozze e altre minestre. La preparazione conta quanto l’ingrediente: un piatto delicato e una zuppa molto condita richiedono scelte differenti.
Castel del Monte
Il territorio vinicolo ha un riferimento importante in Minervino Murge e comprende aree di Andria, Corato, Trani, Ruvo e altri comuni delimitati dai disciplinari. Per il rosato si ricordano profumi fruttati, gusto asciutto e freschezza; può accompagnare insaccati, pesci in umido, carni bianche al forno, carni rosse con salse delicate, funghi e verdure fritti.
I rossi possono passare dal rubino a tonalità granate con l’evoluzione, con profumi e struttura variabili. Coniglio al forno, brasciole di cavallo e altre carni della cucina locale sono accostamenti possibili, da adattare all’intensità del vino. La pagina sui vini Castel del Monte distingue DOC e DOCG, evitando di confondere una tipologia giovane con una Riserva.
San Severo
L’area ricordata per la produzione comprende San Severo, Torremaggiore, San Paolo di Civitate e porzioni dei territori di Apricena, Lucera, Poggio Imperiale e Lesina. Per il rosso, la descrizione tradizionale richiama colore rubino, profumo vinoso e un gusto asciutto e pieno, con trasformazioni cromatiche durante l’invecchiamento.
Agnello o capretto al forno, carni alla griglia e ragù di coniglio o alla contadina offrono un repertorio di abbinamenti territoriali. Sono suggerimenti di cucina, non caratteristiche obbligatorie di tutte le bottiglie.
Moscato di Trani
Il Moscato di Trani nasce prevalentemente da Moscato bianco in un’area che collega la città alla Murgia e al settore ofantino. Trani, Bisceglie, Ruvo, Corato, Andria, Canosa e Minervino Murge sono fra i comuni indicati, insieme a porzioni di altri territori delimitati dal disciplinare, fra cui Trinitapoli.
Il Dolce Naturale presenta colore giallo dorato, profumo aromatico e gusto dolce e vellutato. Il Liquoroso è una tipologia distinta: nel disciplinare il minimo di 18% vol riguarda il titolo alcolometrico totale, mentre quello effettivo minimo è 16% vol. Per conoscere la gradazione della bottiglia bisogna leggere l’etichetta.
Pasticceria secca e dolci alla crema sono abbinamenti tradizionali. Una temperatura di 10–12 °C può essere un punto di partenza, da adattare al vino e al dessert. Conservare correttamente la bottiglia e servirne piccole quantità permette di coglierne l’aromaticità senza confondere intensità e qualità.
Cantine Aperte nel 2017
Il racconto datato 30 maggio 2017 presentava la 25ª edizione di Cantine Aperte, appuntamento legato all’ultima domenica di maggio e alla scoperta dei luoghi di produzione del vino pugliese. Le cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino aprivano le porte ai visitatori in un clima di festa e amicizia.
Degustazioni e minicorsi permettevano di conoscere e valutare rossi, bianchi e rosati. Al vino si affiancavano folclore, musica e spettacoli organizzati dai produttori, con la possibilità di acquistare direttamente in cantina le bottiglie preferite. L’iniziativa riguardava i luoghi di produzione del vino in Puglia, in un orizzonte regionale.
Il 30 maggio è la data associata al racconto, non una data certa di svolgimento della rassegna. Le indicazioni allora diffuse erano dichiarate ancora indicative e non costituiscono un calendario definitivo del 2017, né un programma attuale.
Scegliere una visita
La Strada dei Vini DOC Castel del Monte offre un tema per escursioni dall’area di Trani; la Valle d’Itria richiede un itinerario geografico distinto. In cantina conviene chiedere quali uve, pratiche e tempi di affinamento spieghino il vino assaggiato, concordando prima la visita e organizzando il rientro per chi guida.