Tradizioni e cultura · Arte, storie e curiosità
I segni magici di Trani
Una lettura evocativa di graffiti, croci e figure della Cattedrale e di Ognissanti, fra osservazioni e interpretazioni simboliche.
Questo itinerario è una lettura letteraria dei segni della città. Le associazioni con onfalo, Templari, astrologia e liturgia orientale sono interpretazioni del narratore, non identificazioni archeologiche dimostrate. I giorni suggeriti scandiscono il racconto e non indicano aperture; gli ambienti si visitano soltanto dove l’accesso è consentito.
I segni intorno al campanile
Sabato, prima che il sole diventi cocente, inizia il tuo giro in cerca di magie, alla ricerca dell’Onfalo. Per gli antichi Greci, l’Onfalo (“omphalos”, ombelico), era un oggetto simbolico che contrassegnava un luogo sacro, emblema del “centro del mondo”, il metafisico punto immobile dal quale la realtà si manifesta. Il simbolo è costituito da un quadrato regolare nel quale sono iscritti otto raggi che formano al suo interno due croci greche. Una sua variante è costituita da quattro quadrati semplici con gli otto radiali all’interno, in modo da costituire un quadrato. Altre volte il simbolo viene rappresentato in una triplice cinta. Il simbolo venne adottato dai templari per indicare un luogo di particolare sacralità. Vai sotto il campanile della Cattedrale e inizia a girarci intorno. Sul gradone di base vedrai dei quadrati con dei disegni geometrici all’interno, raffigurante la doppia croce greca. Ne vedrai diversi, alcuni ben chiari, altri consunti dal tempo: è quello il segno dell’onfalo che segna il centro del mondo. Il simbolo è riprodotto più volte, anche affiancato, e tutta la base doveva essere piena di questi simboli, se mani di scomunicati non avessero rimosso le antiche pietre su di un lato. Una volta che hai individuato il “centro del mondo” guarda in alto in una delle nicchie e vi troverai inciso il “Pellegrino” che inizia e finisce il suo viaggio ai piedi del mitico campanile. Anche il “Pellegrino” costituisce un segno caro ai Templari che di Trani ne fecero la loro casa. Il Pellegrino di Trani è riprodotto ancora sulla facciata di levante della Cattedrale nella parte bassa, cercalo con attenzione e, quando lo avrai trovato, ricordati del Pellegrino che volle lasciare un segno del suo passaggio verso la Terrasanta, portando nel suo cuore la visione della meravigliosa Cattedrale di Trani, favola del mediterraneo. Il Pellegrino è riprodotto in una cornice con il tradizionale mantello e la croce. Il simbolo è abbozzato e, per vederlo, bisogna essere in Grazia di Dio. Torna davanti al campanile e inizia ad alzare lo sguardo leggendo le antiche pietre. Troverai incise delle lettere, ora chiare, ora abbozzate e consunte dal tempo: chi iniziava il suo pellegrinaggio sapeva che difficilmente sarebbe tornato e voleva farti sapere che lì lui c’era stato, perché quello era il “centro del mondo” un luogo magico da cui si dipartivano le vie del mondo e tutti, prima o dopo, vi sarebbero passati. Continua la tua visita e portati sulla scalinata che precede l’ingresso, guarda sul cornicione e troverai un ulteriore segno magico: è la triplice cinta. Nel medioevo venne adottato dai templari per indicare un luogo di grande sacralità. Se un giorno capiterai nella grande cattedrale gotica di Amiens, nel dipartimento della Somme ricordati di Trani e cerca il simbolo.
L’angelo dagli occhi celesti
Se sei in Grazia di Dio, entra all’interno della Chiesa di Santa Maria, vedrai due colonne battezzate con la croce greca che ti ricordano che provengono da un tempio pagano dove si adoravano simulacri e si compivano inutili sacrifici. Solo adesso potrai alzare lo sguardo e vedere sulle volte quelle piccole aperture, ormai ostruite, ove attraverso i fori della pietra, la luce si irradiava dal sagrato superiore, illuminando di luce solare le antiche pitture e lo splendido pavimento a mosaico. Fai attenzione a dove metti i passi, specie quando attraversi quei coperchi di legno che nascondono le botole dove venivano inumati i cadaveri. In Fondo, sulla destra, guarda altri personaggi bizantini dipinti sulla parete, osserva l‘Angelo dagli occhi celesti, il suo sguardo ti ricorderà il colore del mare: una bizzarria o un segno?
Il piccolo mare
Ora portati sulla sinistra ed entra nell’ipogeo di San Leucio. Man mano che scendi sentirai l’odore di muffa e salmastro, ti trovi sotto la superficie del mare di un metro e mezzo. Anche i gradini cambiano: dopo pochi gradini costruiti, gli altri sono scavati nella roccia. Attento a non scivolare perché i gradini sono consunti dal passaggio dei pellegrini che nei secoli hanno disceso quella scala. Prima di scendere l’ultimo gradino fermati ed osserva quella lastra con uno stemma che, come protetto da una mano invisibile, non ha segni di consunzione. Nel racconto evocativo, a custodia dell’ipogeo, viene immaginato un principe longobardo, con la sua capigliatura perfettamente intatta, il ricco abito color violetto e la sua croce d’oro sul petto. Anche questo luogo è magico, guarda in fondo dove vi era una fonte di acqua che sgorgava direttamente dalla parete proveniente dal mare e che defluiva misteriosamente. È il piccolo mare della liturgia orientale. Non vedere altro, lascia l’oriente perché la bellezza del luogo ti potrebbe confondere, siediti sotto il campanile e ascolta la voce del mare
I simboli magici
Fa che il tempo passi e quando ti sarai ripreso, martedì, torna a vagabondare in cerca di altri simboli magici. Nella chiesetta templare di Ognissanti a Trani, una delle due lesene esterne riporta in graffito la scritta «GUILIELMUS SACERDOS» composta da caratteri richiamanti sia simboli alchemici che astrologici (es. la “G” formata dal simbolo della costellazione del Leone ruotato in senso antiorario di 90° o la seconda ‘I” simbolo della Bilancia con stessa rotazione). La Chiesa è magica e rispecchia nella sua festività il numero divino 1 1 1 Altri simboli sacri sono su Via Statuti Marittimi e Via Leopardi, per fortuna invisibili al comune osservatore e riservati a pochi. Caratteristica della Chiesa sono le due grandi colonne di granito africano, poste nel portico, a perenne memoria delle capacità marinaresche della città di Trani nell’XI secolo. Se entri nella Chiesa ascolta, sentirai ancora l’eco del giuramento che i cavalieri normanni prestarono davanti all’altare, nella prima crociata, prima di partire per l’oriente; prendi la stretta via che costeggia la Chiesa e torna al mare.