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Economia e prodotti tipici di Trani
Pietra, Moscato, olio e pesca nel quadro economico tranese descritto nei primi anni Duemila, con dati riferiti a quell’epoca.
Un quadro dell’economia tranese nei primi anni Duemila. Numeri di imprese e imbarcazioni, percentuali produttive e riferimenti organizzativi descrivono quell’epoca e non misurano la situazione attuale.
La pietra di Trani e le costruzioni
Una delle più importanti attività economiche della città è rappresentata dall'estrazione, lavorazione e commercializzazione della "pietra di Trani", una roccia calcarea. La pietra di Trani appartiene alla categoria delle rocce calcaree di origine detritica e biochimica; Trani è uno dei centri di estrazione e lavorazione di questo materiale. Il materiale prodotto è caratterizzato da una notevole compattezza e resistenza. Si presenta con una tonalità di fondo color bianco avorio, con striature e venature gialle e rosse. Le varietà commerciali di questa pietra sono notevoli, e vengono utilizzate in maniera differenziata in base alle esigenze estetiche ed architettoniche. Le più conosciute ed utilizzate sono il Biancone, il Bronzetto, il Filettato, l'Avorio. Anche se è lontano il periodo d'oro di questo settore industriale, quando la materia prima abbondava, l'industria del marmo rappresenta sicuramente una voce in attivo nell'economia tranese. Percorrendo la strada che porta alla città di Barletta è possibile osservare come effettivamente la pietra di Trani svolga un ruolo importante nel sistema economico, grazie ai tanti opifici che lavorano questa pietra, commercialmente accostata ai marmi ma geologicamente calcarea. Altra caratteristica che ne deriva dalla estrazione è la massiccia presenza di cave dismesse, delle vere e proprie "ferite" sul territorio rurale che circonda la cittadina pugliese. Anche il settore delle costruzioni, con oltre 360 imprese, rappresenta una solida base economica per la città.
Il Moscato di Trani e l’olio extravergine di oliva
Esistono a Trani anche numerose aziende vinicole, che operano con successo soprattutto per la diffusione al consumo del vino tipico locale DOC: il Moscato di Trani. Il Moscato di Trani é prodotto quasi esclusivamente da uve del vitigno Moscato bianco. Questo vanta origini antichissime ed é originario del bacino orientale del Mediterraneo. Oltre al Moscato bianco, in Puglia viene coltivato anche il Moscatello selvatico ed entrambi sono utilizzati per la produzione di filtrati dolci e di vini pregiati, in particolare quelli dolci e liquorosi. L’Area geografica delimitata dal disciplinare di produzione del "Moscato di Trani" è molto ampia comprendendo il territorio che, tra la Murgia ed il Mare Adriatico si estende da Canosa fino a Bitonto. Alcuni vigneti ad alberello sono allevati sul fondo di cave di tufo abbandonate, dette "tufare". A queste coltivazioni si collega il nome «Piani di Tufara», da non confondere con la denominazione DOC nel suo complesso.
Le due tipologie
Moscato di Trani dolce naturale: colore giallo dorato, odore intenso, sapore dolce con titolo alcolometrico totale minimo di 12,50% vol e titolo da svolgere minimo di 2% vol. Quest’ultimo esprime l’alcol potenziale degli zuccheri residui, non una quantità di zucchero in grammi.
Moscato di Trani liquoroso: colore giallo dorato, aroma intenso caratteristico, sapore alcolico dolce vellutato, titolo alcolometrico totale minimo di 18% vol, effettivo minimo di 16% vol e da svolgere minimo di 2% vol.
Profumi e abbinamenti
Esame organolettico: Colore giallo fieno, brillante, profumo caratteristico del vitigno moscato che si fonde col fruttato e con lo speziato del legno; sapore dolce, caldo, non aggressivo, complesso per l'evoluzione dei suoi componenti durante l'affinamento. Abbinamenti gastronomici: Quelli classici e con la pasticceria secca e i dolci delicati. È molto interessante con tartine salate e formaggi profumati, saporiti, ma non piccanti. La descrizione dell’epoca ricorda un Consorzio sorto nel 1985; tale riferimento storico non identifica automaticamente l’attuale organismo di controllo della DOC.
L’olivicoltura
Il 40% della produzione nazionale di olio d'oliva (e di olive) viene dalla Puglia: duecentoquarantamila aziende operanti nel settore fanno dell'olivicoltura uno dei settori trainanti dell'economia regionale. Gran parte della produzione, indicata come cinquecentocinquanta quintali su un totale di due milioni e mezzo (cifre prive di anno di rilevazione e non coerenti con l’espressione «gran parte»), è infatti destinata a essere imbottigliata e consumata fuori dei confini pugliesi. Il racconto sottolinea il favore del mercato e le caratteristiche organolettiche dell’olio. Non se ne ricavano garanzie generali di digeribilità o indicazioni mediche: la qualità gastronomica e gli effetti sulla salute sono piani distinti. Anche la città di Trani spicca tra le diverse cittadine impiegate in prima fila nella produzione di olio di alta qualità. La nostra città è inoltre inserita nel progetto "Strada dell'Olio Extra Vergine d'Oliva Dop Castel del Monte" e dell'omonima Strada dei Vini, che oltre ai Doc Castel del Monte abbraccia anche il Moscato di Trani.
La pesca
Anche la pesca costituisce un tassello importante dell'economia tranese. Con circa 50 pescherecci, ed un porto ben riparato, Trani si presenta come "città di mare", anche se il caratteristico porto spesso viene piu' facilmente associato all'attrezzata struttura per imbarcazioni da diporto.