Storia e documenti · Dalle origini al Medioevo
Elena Comneno: la principessa venuta dal mare
Il racconto di Rosalba Baldassarre sulle nozze di Elena e Manfredi, la prigionia angioina e la leggenda di Lagopesole.
Tra storia e leggenda — Prof. Rosalba Baldassarre
Il 2 giugno dell’anno 1259 arrivò a Trani dal mare una bellissima fanciulla, che doveva diventare la sposa del re. Aveva solo 17 anni e si chiamava Elena, veniva dall’Epiro e portava in dote al re Manfredi, figlio prediletto di Federico II di Svevia, Corfù e Durazzo.
Le sontuosissime nozze (ricordate a Trani anche attraverso rievocazioni storiche) si svolsero nel castello, tutta la città era in festa e tributò grandi onori alla nuova regina. I due sovrani trascorsero 7 giorni di grande felicità, ed ebbero 4 figli, Beatrice, Enrico, Federico e Anselmo, detto Azzolino; Elena fu molto amata da Manfredi, al di là del gioco di interessi che a quel tempo era alla base di ogni matrimonio tra potenti. Ma la sorte della dinastia sveva, tristemente nota, si compì il 26 febbraio 1266, con la sconfitta e l’uccisione di Manfredi nella battaglia di Benevento.
Elena ne ebbe notizia nel castello di Lucera; seppe che il cadavere, depredato e profanato, non aveva ricevuto neanche la sepoltura (cfr. Dante: Divina Commedia). Fu abbandonata e tradita da tutti quelli che le stavano intorno, tranne che da Munaldo ed Amundilla, una coppia di tranesi che la aiutò a rifugiarsi insieme ai figlioletti nel castello di Trani. Qui avrebbe aspettato il momento propizio per ritornare in patria e salvarsi. Ma il destino fu diverso: il progetto di fuga non si compì e il vento di Trani non le fu favorevole, impedendole di salpare alla volta di una qualsiasi salvezza.
La sua presenza nel castello fu scoperta, e lei si ritrovò prigioniera nel luogo stesso dove anni prima era iniziata la sua felicità. I suoi figli le vennero strappati: Beatrice fu mandata a Napoli e rinchiusa in Castel dell’Ovo, Enrico, Federico e Anselmo furono imprigionati a Castel del Monte e poi trasferiti, nel 1299, a Castel dell’Ovo. Mentre Beatrice, grazie alla rivolta del Vespro venne liberata 18 anni dopo e raggiunse in Sicilia la sorellastra Costanza, Elena resistette alle sofferenze della prigionia solo 5 anni; fu detenuta a Nocera dei Cristiani, dove la sua vita si concluse prima dell’11 marzo 1271. Lagopesole, dove era stata condotta dopo la cattura, rimase invece legato alla sua memoria e alla leggenda.
A Lagopesole, grazioso centro lucano, circola tra le tante leggende che vi pullulano, la seguente:
Il pianto della regina
Si dice che vi siano notti, a Lagopesole, specie quando la luna è piena, e con il suo chiarore diffuso sigilla rumori e colori rendendo immobile la campagna circostante, nelle quali una luce più intensa appare e scompare in corrispondenza del castello, accompagnata da lamenti, invocazioni e singhiozzi disperati. Si dice anche sia Elena la principessa venuta dal mare, la sposa felice di Manfredi di Svevia, che torna nel luogo che vide la sua felicità, ma anche la sua resa, a cercare il suo amato e i suoi figli perduti per sempre. Si dice ancora che negli angoli della campagna meno illuminati da quella luna Manfredi, all’oscuro di tutto, vaghi anch’esso alla ricerca ormai vana della sua […] e lo si possa incontrare aggirandosi intorno al castello.
È bello credere alle leggende perché sono storie dettate dal vento della fantasia della gente del luogo e ne costituiscono il proprio folklore ovvero il sapere spicciolo di un popolo.
Archivio fotografico
Il Medioevo rivive a Trani
Scene e ambientazioni della rievocazione dedicata a re Manfredi e alla città medievale.