Profilo biografico · Ottocento e Novecento
Friedrich Kurtz e i fatti del 18 settembre 1943
L’identificazione dell’ufficiale tedesco attraverso Heino Niehaus consente di confrontare le testimonianze sulla liberazione dei 54 ostaggi tranesi.
Friedrich Kurtz, nato il 12 febbraio 1915 e morto il 12 marzo 1993 ad Annweiler, in Germania, è l’ufficiale tedesco il cui nome è legato alla mancata fucilazione degli ostaggi tranesi del 18 settembre 1943. Giunto in Puglia nei primi giorni di settembre, comandava la sesta compagnia di semoventi del gruppo combattente della prima Divisione paracadutisti.
Il nome ritrovato dopo decenni
Per lungo tempo il comandante era rimasto una figura ricordata nei racconti, ma non identificata con certezza. Circa sessantadue anni dopo i fatti, l’associazione Obiettivo Trani contribuì a ricostruirne l’identità anche attraverso Heino Niehaus, ex soldato del suo reparto e testimone della giornata.
Il diario di Niehaus e il lavoro di Francesco Pagano sono richiamati nella presentazione del volume Prima, durante e dopo quel 18 settembre 1943 a Trani, curato da Pagano e Saverio Cortellino. Identificare una persona permette di collegare ricordi, reparti e documenti, ma non elimina automaticamente le divergenze sullo svolgimento degli eventi.
La decisione e le diverse ricostruzioni
Gli ostaggi furono 54, a fronte di un ordine per cinquanta uomini motivato dall’uccisione di cinque militari tedeschi lungo via Barletta. La mediazione coinvolse Giuseppe Pappolla, Francesco Petronelli, Raffaele Perrone e Antonio Bassi; Isabella Terrafino aveva contribuito a sollecitare l’Arcivescovado.
Una ricostruzione presenta la liberazione come un atto di disobbedienza personale di Kurtz e riferisce che egli non subì conseguenze. Un’altra lettura del diario di Heino Niehaus insiste sugli ordini del comando, sui chiarimenti forniti dalle autorità locali, sulla mobilitazione dei cittadini e sull’avvicinamento delle truppe alleate. Sono interpretazioni da confrontare, non versioni da fondere in una certezza maggiore di quella consentita dalle testimonianze.
Anche il grado dell’ufficiale è indicato diversamente nelle ricostruzioni locali, come capitano o tenente. La sua identificazione non autorizza inoltre a estendere il giudizio sulla mancata fucilazione alla condotta generale dei reparti tedeschi: la stessa documentazione cittadina ricorda distruzioni e violenze nei giorni dell’occupazione.
Dalla ricerca alla memoria pubblica
Nel 2012 Niehaus tornò a incontrare a Trani tre uomini che erano stati fra gli ostaggi: Giuseppe Scandamarro, Luigi Di Filippo e Ugo Moscatelli. Quell’incontro in piazza della Repubblica appartiene alla storia della memoria e della riconciliazione. La biografia di Kurtz resta invece un elemento della ricostruzione del 1943, da leggere insieme ai nomi dei catturati e alle iniziative che impedirono la loro uccisione.