Itinerario · Itinerari a Trani

Trani intima e misteriosa: itinerario fra mare e monumenti

Da Colonna al Castello, sei tappe fra costa e centro antico, con monumenti, memoria religiosa e letture dei segni medievali.

Il mare e la tradizione marinara di Trani

Sei tappe collegano la penisola di Colonna alla Villa comunale, al porto e ai monumenti del centro antico. La passeggiata segue il rapporto fra pietra e mare, entrando poi nelle storie religiose e nelle interpretazioni dei segni medievali.

Trani è una bella e ridente cittadina affacciata sul basso Adriatico, ricca di monumenti storici, fra cui la famosa Cattedrale romanica protesa verso il mare. Il racconto dell’ospitalità cittadina richiama spesso san Nicola il Pellegrino, un giovanetto di origine greca morto a Trani nel 1094, patrono e protettore della città. Ammirare l'intreccio sublime tra l'elemento naturale per eccellenza, il mare, e gli elementi architettonici che con esso si fondono in perfetta armonia di forme (la Cattedrale, il Castello Svevo, il porto, lo splendido giardino pensile ottocentesco, il Monastero di Colonna) è un'esperienza appagante già a prima vista. Ma è la sua intimità più nascosta e misteriosa, che emerge dai secoli del Medio Evo ed anche da più lontano nel tempo, a svelarsi solo a chi saprà penetrare questa realtà antica cogliendone i segni che si percepiscono poco a poco.

1. La penisola di Colonna e gli insediamenti antichi

L'itinerario "classico" della città di Trani ha inizio alle prime luci del giorno partendo da sud, appena lasciata la Statale 16 Adriatica, dalla zona di Santa Maria di Colonna, che testimonia le origini della città e della frequentazione umana risalente al Neolitico antico. Dalla Piazza Marinai d'Italia si percorre il Vialetto Baia del Pescatore costeggiando per un breve tratto la spiaggia a picco sul mare, per giungere nel piazzale attiguo alla Chiesa e Monastero di S. Maria di Colonna, antica abbazia benedettina. I primi raggi del sole e l’aria salmastra accompagnano la sosta sulla penisola. Il chiostro offre un’ulteriore prospettiva sul mare quando è accessibile; la passeggiata esterna può invece costituire una visita a sé.

Sito sull'omonima penisola a circa 2 km dal centro abitato, il complesso monastico fu fondato dai benedettini nel 1098. Il Monastero fu abitato dapprima dai benedettini e dal 1427 dai francescani; il restauro comunale ne ha consentito anche l’utilizzo per mostre e incontri culturali.

La chiesa ha pianta basilicale, divisa in tre navate da pilastri a sezione quadra; di particolare interesse il Crocifisso ligneo del XV secolo, per il quale i tranesi serbano particolare devozione, ricordando il prodigio del sangue narrato dalla tradizione religiosa. La ricorrenza tranese del 3 maggio è legata alla processione del Crocifisso anche sul mare, fino al porto; svolgimento e programma delle singole edizioni non si deducono dal racconto storico.

Dal Monastero di Colonna si intraprende una lunga passeggiata (di circa 2 km) per il lungomare Cristoforo Colombo, in direzione nord verso il centro della città. Il lungomare è anche uno degli spazi della ristorazione e del passeggio serale estivo.

2. La Villa comunale ottocentesca

Prima di giungervi, i giardini pensili della villa comunale appaiono in tutta la loro bellezza incastonati nell'insenatura naturale tra il verde dei pini marittimi e l'azzurro intenso del mare.

La villa comunale di Trani, realizzata nel 1823, è un giardino affacciato sul mare che si estende su un terrazzamento delle antiche mura in riva al mare; è opportuna una pausa nella villa per godere del panorama che spazia dalla splendida Cattedrale alla penisola di Colonna.

Tra alberi e fontane si incontrano le sei colonne miliari della via Traiana e la riproduzione degli Ordinamenta Maris scolpita su lastre di pietra di Trani. Acquario e voliera hanno fatto parte della storia degli allestimenti del giardino.

Dall’estremità della Villa verso il porto il percorso si dirige al fortino di Sant'Antuono che ingloba l'omonima chiesa costruita nel XII secolo, i cui primi documenti risalgono al 1131, destinata a difesa dell'ingresso al porto. Da qui si ammira tutta l'insenatura del porto su cui si affaccia la città e si distingue con molta facilità la Cattedrale e le tre absidi della chiesa di Ognissanti.

3. Il porto fra pesca, diporto e commerci

Affacciandosi al porto a piedi e percorrendolo con lo sguardo da sinistra a destra, si coglie una visuale che riunisce i diversi usi del bacino: la sfilata di bellissimi pescherecci a sinistra, dai colori intensi e dai nomi evocativi, e la distesa di barche da diporto a destra, entrambi segnali di un mare "abitato", di un porto funzionante e attrezzato, di una città che ancora guarda al mare, pur senza l'onere di una supremazia da affermare e da difendere.

Il porto di Trani ha vissuto nel corso dei secoli momenti di grande floridezza. La prosperità medievale è associata agli Ordinamenta et consuetudo maris, tradizionalmente datati al 1063, e ai collegamenti con la Terra Santa al tempo delle Crociate. La raccolta normativa è un riferimento della storia marittima cittadina; la sua datazione è oggetto di discussione storiografica. Federico II lo difese con una catena che ne proteggeva l'ingresso a tutela dei commerci dei mercanti ebrei verso l'Oriente; per arrivare al Quattrocento, periodo in cui Trani ebbe un ruolo importante nei commerci del basso Adriatico, con la presenza di un arsenale della "Serenissima" Repubblica di Venezia.

4. La chiesa di Ognissanti e la tradizione templare

Nelle acque del porto si rispecchiano le absidi della Chiesa di Ognissanti, risalente al XII secolo e detta dei Templari per una tradizione locale. L’attribuzione della sua costruzione all’Ordine non è documentata.

La piccola chiesa ha un bellissimo portico davanti all'ingresso posto su via Ognissanti, che costituisce una pregevole singolarità nell' architettura romanico-pugliese; il portale maggiore, dei tre che si aprono sulla facciata, è incorniciato da una fascia riccamente scolpita nella cui lunetta sono raffigurati momenti dell'Annunciazione.

Alcune letture evocative interpretano le sculture come simboli alchemici o astrologici, associando una figura accanto al portale al baphomet templare. Sono interpretazioni, non identificazioni iconografiche certe né prove della committenza templare.

Superate le due grandi colonne di granito africano, si incontra anche la tradizione del giuramento dei cavalieri normanni della prima crociata, guidati da Boemondo d’Altavilla, prima della partenza per l’Oriente: una leggenda legata al luogo.

5. La Cattedrale fra piazza Duomo e il mare

La più bella "scoperta" della Cattedrale di Trani, si fa scorgendola da Via Beltrani, dopo aver percorso Via Prologo, passando sotto i due antichi archi di Piazza Cesare Battisti che costeggiano la sede dell'Arcivescovado. Un momento suggestivo per osservare il monumento, sospeso tra cielo e mare, è il tramonto, quando la bianca pietra si colora delle mille sfumature del crepuscolo e il nudo interno viene illuminato dagli ultimi raggi di sole che filtrano attraverso il rosone, conferendo all'ambiente un'atmosfera raccolta e senza tempo.

Un lungo restauro ha restituito in tutta la sua bellezza lo stupendo portale bronzeo originale a due battenti, opera di Barisano da Trani databile fra il 1175 e il 1180. Diviso in 32 formelle rettangolari con soggetti sacri e profani, oggi esso è custodito all'interno della Basilica Superiore.

La Cattedrale di Trani, celebrata con l’appellativo di “Regina delle Cattedrali di Puglia”, tradizionalmente attribuito a Lenormand fu edificata in onore di San Nicola Pellegrino a partire dal 1099, nell'anno della sua canonizzazione. Essa è articolata su più livelli: la basilica superiore, le chiese inferiori di San Nicola e di Santa Maria della Scala e l’ipogeo di San Leucio: tutto l'insieme ispira un senso di maestosità e di grandezza accentuato dall'arco trionfale che sovrasta l'accesso al transetto ed alle altissime absidi.

La chiesa superiore è costruita in pianta a croce latina ed è divisa in tre navate da colonne binate, caratteristica che la distingue da quelle romaniche di tutta la regione. Nella zona presbiterale sono presenti resti di un mosaico appartenente al XII secolo, facente parte della prima pavimentazione musiva.

Attraverso due scalette si scende nella cripta di San Nicola, progettata nel XII e ultimata nel 1142. Alta più di 5 metri, è costituita da 42 crociere sostenute da 28 colonne in marmo greco, sormontate da capitelli realizzati con la stessa pietra.

A seguire si passa alla cripta o chiesa di Santa Maria. All’interno vi è un sepolcro del XIV secolo e, sulla navata sinistra, vi sono altri resti di affreschi, tra cui una Madonna con Bambino e un San Teodoro a cavallo.

Del complesso paleocristiano restano l’ipogeo di San Leucio e brani del pavimento musivo. Il sacello, di età longobarda e tradizionalmente riferito al VII secolo, si trova a quota inferiore ed è raggiunto da una piccola scala nella navata sinistra. Il pavimento dell'ipogeo è costituito da lastre in pietra, ed è possibile scorgere, in prossimità dell'entrata, una lastra tombale.

All'esterno, collegato alla Cattedrale da un arco ogivale, c'è il campanile alto quasi 60 metri, avviato nel XIII secolo. I lavori ripresero nel 1313 con il terzo piano; il completamento fino alla cupola avvenne durante l’episcopato di Iacopo Tura Scottini, fra il 1352 e il 1365. La successione dei piani rende leggibile il passaggio dalle forme romaniche a quelle gotiche. Guardando la facciata posteriore sobria di elementi decorativi si ha l'impressione che tre canne di uno smisurato organo sorgano dal mare; sono le altissime absidi che, rivolte a Oriente, conferiscono all'edificio quasi le sembianze di una nave protesa verso il sol levante.

Dal piazzale del Duomo si osserva il Palazzo Torres, già sede della Corte d’Appello di Puglia e del Tribunale, e Palazzo Lodispoto, sede del Museo Diocesano.

Il Museo Diocesano conserva un lapidario con reperti provenienti dalle chiese tranesi, soprattutto dalla Cattedrale, e il tesoro capitolare. Fra le opere spiccano l’altarolo in avorio del XIV secolo, di manifattura franco-borgognona e legato alla donazione di Carlo d’Angiò al clero tranese, e la croce in lamina d’oro di tradizione longobarda. Arredi sacri, frammenti scolpiti ed epigrafi permettono di leggere anche le trasformazioni degli edifici da cui provengono.

6. Il Castello di Federico II di Svevia

Poco distante dalla Cattedrale c'è Piazza Manfredi ove sorge il Castello Svevo, fatto erigere da Federico II. Il Castello, che si specchia nelle acque dell'Adriatico, è visibile dal sagrato della Cattedrale e costituisce uno degli esempi più belli di fortificazioni fatte erigere in Puglia da Federico II di Svevia. Dopo più di un secolo in cui è stato sede del carcere giudiziario, e a seguito di un lungo restauro, dal 1998 il Castello è stato restituito alla fruizione pubblica.

La costruzione fu iniziata nell'anno 1233 e completata presumibilmente nel 1249. Nel 1259 vi si tennero le nozze tra Manfredi, figlio di Federico II, ed Elena Comneno, figlia del sovrano d’Epiro. Si tratta di uno dei castelli svevi meno modificati, anche dopo i necessari adattamenti dovuti all'avvento delle armi da fuoco dei primi anni del 1500.

Il materiale utilizzato per rifacimenti e ampliamenti, come per molti edifici della zona, è la pietra di Trani, apprezzata per compattezza, resistenza e lavorabilità.

Nel 1586 fu trasferita nel Castello la sede della Sacra Regia Udienza, organo giudiziario, amministrativo e politico. Trani fu per più di due secoli capoluogo della Terra di Bari. Da questa storia deriva una componente importante della sua identità forense.

Simbologia e mistero: letture delle pietre

Tornando intorno alla Cattedrale, scoprirete l'impressionante presenza di figure zoomorfe, cariatidi, decorazioni, ma anche altri segni visibili di una simbologia arcaica. Continuando a girare intorno alla Cattedrale, sotto il campanile, si notano alcuni quadrati ben visibili, altri meno, con dei disegni geometrici all'interno, raffiguranti la doppia croce greca. Una lettura simbolica li associa all’onfalo (dal greco omphalos, “ombelico”), emblema del centro del mondo e di uno spazio sacro. L’accostamento ai cavalieri templari appartiene a questa interpretazione: il segno, da solo, non dimostra una presenza o un uso templare.

"Leggendo" le antiche pietre davanti al campanile si notano incise delle lettere, visibili o consunte dal tempo, segno del passaggio dei pellegrini da questo luogo: il "Pellegrino" di Trani la cui incisione si scorge in una delle nicchie alla base del campanile, e la triplice cinta, interpretata in questa lettura come segno di sacralità e accostata a esempi di cattedrali gotiche, fra cui Amiens in Piccardia, Francia. Anche per questi graffiti l’interpretazione simbolica va distinta dalla datazione e dall’identificazione dei loro autori.

I Templari nel racconto religioso

La tradizione vuole che i Templari abbiano costruito la chiesa di Ognissanti nella prima metà del XII secolo. Nella Historia Traslationis Sancti Nicolai Peregrini, il diacono Amando racconta che durante la traslazione del corpo del santo, in un cielo completamente terso, si levarono dalla Cattedrale due colonne di nuvole. Riferisce inoltre la presenza alla processione dei Cavalieri del Tempio. Il prodigio appartiene al racconto agiografico; la presenza riferita alla processione non prova, da sola, che l’Ordine abbia costruito Ognissanti.

La pietra di Trani

Bianca come l'avorio, con venature gialle e rosse: compatta e resistente, la pietra di Trani è da sempre materia prima per l'architettura di questo territorio. Lavorata o allo stato grezzo, prende forma nelle colonne e nei capitelli, negli stipiti e nelle mensole, nelle torri e nei campanili. Estratta dalle cave poste alle porte della Città e anche dal sottosuolo della Murgia, è utilizzata anche nell’edilizia moderna. La sua circolazione ha raggiunto anche le opere portuali di Malta e di Alessandria d’Egitto.

Gli Ordinamenta Maris e la tradizione del 1063

Gli statuti marittimi di Trani sono tradizionalmente associati al 1063 e alla prosperità dei commerci medievali della città. Il confronto con le Tabulae Amalphitanae e con le altre raccolte marittime medievali riguarda anche la datazione e la trasmissione dei testi: il primato cronologico non è indiscusso.

Occupandosi della contribuzione, delle cose trovate in mare, dei diritti e degli obblighi del padrone, dei marinai, del nocchiero, dello scrivano e del contratto di noleggio, tutti istituti giuridici di particolare importanza, gli Ordinamenti tranesi hanno offerto un contributo non trascurabile al processo storico di formazione del nuovo diritto italiano della navigazione.

Gli Ordinamenta Maris sono ricordati in un monumento sito in Piazza Quercia e, all'interno della Villa Comunale, in una riproduzione del codice scolpita su lastre in pietra di Trani.

Orientarsi

Le tappe del percorso

Le linee uniscono le tappe in modo schematico: il tragitto effettivo dipende dalle strade e dagli accessi scelti.

  1. 1 Monastero di Santa Maria di Colonna Penisola di Colonna
  2. 2 Villa comunale Ingresso da piazza Plebiscito
  3. 3 Porto e piazza Quercia Via Statuti Marittimi
  4. 4 Chiesa di Ognissanti Via Ognissanti
  5. 5 Cattedrale Piazza Duomo
  6. 6 Castello Svevo Piazza Re Manfredi

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