Storia e documenti · Cultura popolare e dialetto
Il pizzo tranese: storia di un’arte domestica
Corredi nuziali, antichi contratti e apprendistato femminile raccontano il punto tranese e le diverse lavorazioni del merletto domestico.
Il pizzo apparteneva al lavoro paziente delle case e delle botteghe: metri di filo lavorato all’uncinetto, ad ago o a fuselli diventavano bordure per camicette, fazzoletti, tovaglie e lenzuola. Nel corredo della sposa questi manufatti avevano un valore materiale e affettivo; nella mentalità del tempo erano anche letti come segno dell’abilità e delle virtù richieste alla donna.
Il punto tranese nei corredi
I contratti matrimoniali conservati nell’Archivio Capitolare di Bari descrivono corredi ricchi di ricami e lavorazioni. Il loro lessico restituisce una varietà che le parole moderne “pizzo” e “merletto”, da sole, non riescono a rappresentare: reticelle, pizzi, pizzilli intelati e fatti a tummariello e a mozzarelle; lavori a nodillo, a penna, a occelluzzi, a punto burzuto, sfilato, intagliato, traverso, reale, alla tarantina e alla tranese.
Un esempio preciso è il corredo della barese Bartolomea Milillo, nel 1494, che comprendeva:
unum de investiturellis de tela depictis ad puntum tranese
La menzione del punto tranese documenta la circolazione del nome in un contesto matrimoniale barese. Non basta, da sola, a ricostruire il disegno del manufatto o a identificarne senza dubbi la tecnica con quella di un pizzo successivo: è soprattutto una traccia della reputazione e del vocabolario di queste lavorazioni.
La ricerca dei disegni e il tombolo
Agli inizi del Novecento Giovanna Campisi, insegnante della Regia Scuola Normale Femminile di Bari, cercò negli antichi codici cassinesi disegni riconducibili ai pizzi. Il suo interesse affianca alla trasmissione familiare il tentativo di studiare e riconoscere motivi più antichi.
A Trani e nei paesi vicini si ricordava una lunga tradizione del lavoro al tombolo, appresa sin da bambine presso una “maestra”. Il tombolo è il supporto, descritto nella tradizione locale come rotondo, sul quale si esegue la trina a fuselli. È quindi utile distinguere il nome dell’attrezzatura da quello della lavorazione: il merletto a fuselli rientra nella famiglia più ampia dei merletti.
Cinque famiglie di lavorazioni
Il merletto si ottiene cucendo, intrecciando o annodando fili in una trama sottile e trasparente. I materiali ricordati comprendono oro, argento, cotone e, più frequentemente, lino. Le lavorazioni si possono ordinare così:
- Merletto ad ago.
- Merletto a fuselli.
- Merletti misti, a fuselli e ad ago.
- Merletti all’uncinetto.
- Merletti a base di nodi.
Un oggetto da leggere attraverso il lavoro
Davanti a un vecchio corredo, bordura, filo, motivo ripetuto e impiego dell’oggetto sono altrettanti indizi del lavoro necessario a realizzarlo. La produzione meccanica può riprodurne l’aspetto, ma non testimonia lo stesso processo manuale e familiare; ciò non autorizza a definirla automaticamente priva di valore.
Questa storia può essere accostata alla festa delle Caterinette, nella quale le competenze delle giovani sarte tranesi trovavano una dimensione pubblica. Corredi e passerelle raccontano, in modi diversi, la presenza del lavoro femminile nella città.