Storia e documenti · Puglia Imperiale: città e borghi vicini
Zapponeta
Fra mare, bonifiche e colture degli arenili, Zapponeta conserva memorie di fondazione, trasformazioni del paesaggio e una recente autonomia comunale.
Zapponeta si affaccia sull’Adriatico nel territorio del golfo di Manfredonia. Per comprenderla, al paesaggio balneare bisogna affiancare quello agricolo: terreni sabbiosi, bonifiche, abitazioni e vie di commercio raccontano la trasformazione di un ambiente un tempo segnato da paludi e difficili condizioni di vita.
Le origini fra racconti e nomi
Le tradizioni locali propongono più versioni. Una richiama un antico centro di produzione di vasellame chiamato Naxarum; un’altra ricorda il passaggio, nel 912, di marinai sipontini impegnati nella pesca delle seppie presso Salpi. La sequenza Salponeta, Salpineta, Sapponeta e infine Zapponeta appartiene a questi racconti sull’origine del nome.
Anche le spiegazioni basate su «zappa-moneta», in riferimento alla ricchezza ricavata dalla terra, o su «zapp-aneto», per la presenza della pianta aromatica, sono etimologie popolari. La loro utilità sta nel mostrare quanto il lavoro agricolo sia entrato nell’immagine che la comunità ha costruito di sé.
Il nucleo settecentesco
La ricostruzione locale lega lo sviluppo dell’abitato al barone Michele Zezza e all’acquisto del 1768. Al primo edificio in pietra, ricordato come Posta Zezza, seguirono il palazzo baronale del 1793, la chiesa di San Michele Arcangelo, il mulino, il forno e alcune case. Attorno a questo nucleo crebbero altre abitazioni, nelle quali si trasferirono gli arenaiuoli che vivevano nei pagliai.
Questa successione aiuta a leggere il villaggio come un insediamento costruito intorno a esigenze concrete: abitare stabilmente, lavorare i raccolti, cuocere il pane e riunirsi per il culto. Per conoscere le possibilità di visita ai singoli edifici occorre rivolgersi ai rispettivi responsabili.
Bonifica, colture e mercati
Gli interventi di bonifica modificarono profondamente un territorio paludoso, storicamente colpito dalla malaria. Vino e cereali raggiungevano i mercati di Foggia, Cerignola e Trinitapoli attraverso le strade che collegavano la costa all’interno. Le memorie economiche ricordano una fase di prosperità durata circa mezzo secolo, seguita da problemi di resa dei terreni.
Alla base agricola appartengono cereali, fra cui il frumento, ortaggi, vite e olivo. Nella produzione orticola locale hanno particolare rilievo cipolle, patate e carote, con attività di raccolta, commercializzazione e distribuzione. La storia economica comprende anche allevamento ovino ed equino e attività alimentari, edilizie, metalmeccaniche, dei laterizi e delle calzature.
Un comune autonomo e un paesaggio da collegare
Fino al 1975 Zapponeta dipendeva amministrativamente da Manfredonia. L’autonomia comunale fu istituita dalla legge regionale pugliese n. 37 del 2 maggio 1975: una data della storia civica, distinta dalle origini molto più antiche attribuite al villaggio.
Per chi arriva da Trani, la visita può essere letta come parte del passaggio dalla costa della Puglia Imperiale al golfo e al Gargano. Le saline di Margherita di Savoia offrono un confronto vicino fra lavoro umano, acqua e ambienti umidi, ma sono un luogo distinto, con proprie regole di visita. L’intreccio fra mare, agricoltura e trasformazioni ambientali dà continuità al percorso.