Luogo da scoprire · Puglia e Basilicata: città d’arte e mete
Monte Sant’Angelo
Il santuario micaelico, il castello e l’abbazia di Pulsano raccontano pellegrinaggi e devozioni, accanto al museo Tancredi e alla cucina garganica.
Monte Sant'Angelo, la città sacra del Gargano, è uno dei siti più antichi e conosciuti della cristianità. Si estende su uno sperone con vista panoramica a ovest sul Tavoliere e a sud sul golfo di Manfredonia, con le sue grotte, tra le quali la più famosa è quella di S. Michele Arcangelo. Fu un santuario longobardo, poi avamposto della chiesa latina e meta di pellegrini e crociati. Sotto Federico II acquistò ulteriore fama, divenendo sempre più luogo frequentato da fedeli, religiosi e sovrani.
Il santuario micaelico e i pellegrinaggi
La tradizione di fondazione colloca fra il 490 e il 493 le apparizioni di Michele al vescovo di Siponto e lega al 493 la dedicazione della grotta. Il racconto della protezione della città dagli invasori appartiene alla narrazione religiosa, non a una cronaca contemporanea verificata. Con la dominazione longobarda il pellegrinaggio garganico acquistò una valenza nazionale, tanto da dare origine a quella che sarà denominata per antonomasia la Via Sacra Langobardorum, da Benevento al Santuario di San Michele Arcangelo. Al ritorno dalla crociata del 1228–1229 è tradizionalmente riferito il dono di Federico II al santuario: una reliquia venerata come frammento della Vera Croce, associata al prezioso reliquiario detto croce di Federico II. La notizia del santuario del 2023 distingue la copia nella Cappella delle reliquie dall’originale custodito nel Museo devozionale; collocazione e accessibilità vanno verificate prima della visita.
Il castello e Santa Maria Maggiore
Poco lontano dalla Grotta di San Michele si erge il Castello Normanno-Svevo-Aragonese, dominato dalla poderosa Torre dei Giganti. Federico II intervenne sul castello. Alla figura di Bianca Lancia sono legate tradizioni di residenza e prigionia, oltre alla leggenda delle apparizioni del suo fantasma. In via Tomba dei Rotari è sita la Chiesa romanica di Santa Maria Maggiore, voluta da Leone, arcivescovo di Siponto, che fu ristrutturata durante la reggenza di Costanza d'Altavilla, madre di Federico II di Svevia. In origine, la chiesa appariva tutta affrescata. L'immagine affrescata di San Francesco fu una tra le più antiche conosciute nella regione, in omaggio a quella tradizione secondo la quale il Santo visitò il santuario nel 1216, imprimendo in un sasso la croce a tau prima di entrare nella grotta, a ricordo della sua umile preghiera.
Pulsano e le tradizioni del Gargano
Circa 9 km di strada, con partenza dal "belvedere" di Monte Sant'Angelo, ci conducono all'Abbazia di Santa Maria di Pulsano, in uno scenario di rocce grigie a strapiombo. Nel XII secolo l'abbazia conobbe il momento di massimo fulgore divenendo uno dei monasteri più potenti dell'Italia meridionale, grazie anche alle cospicue donazioni dei benefattori, tra i quali anche i sovrani Ruggero II d'Altavilla e lo stesso Federico II, che nel 1225 confermò i privilegi dell'abbazia. Da non perdere, il Museo di Arti e Tradizioni Popolari del Gargano “Giovanni Tancredi”, uno dei più antichi Musei Etnografici del Sud Italia.
Pane, pasta e dolci locali
Per gli amanti della cucina, Monte Sant'Angelo è noto per i suoi cibi saporiti e tradizionali. Salumi, orecchiette e troccoli (tipica pasta fatta a mano), pesce fresco del Golfo di Manfredonia, agnello, formaggi locali, ottimo vino, il noto olio di Macchia, dolci locali come le "ostie ripiene" compongono una cucina legata a montagna e costa. Le ostie, ricordate anche nel periodo natalizio, sono farcite con miele, zucchero e mandorle. Famosissimo è il Pane di Monte, con pagnotte anche molto grandi (fino a 7 kg.).
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