Storia e documenti · Palazzi e architetture
Palazzo Caccetta
Il palazzo quattrocentesco del mercante Simone Caccetta, tra portale gotico, trifora e successive destinazioni civili e religiose.
- Periodo storico
- XV Secolo
- Dove
- Via Ognissanti
Palazzo Caccetta, in via Ognissanti, fu fatto costruire nel 1456 dal mercante tranese Simone Caccetta. La facciata conserva un linguaggio tardogotico: il portale a sesto acuto, con i conci disposti a raggiera, e la trifora soprastante sono i riferimenti principali per riconoscerla. L’edificio appartiene alla Trani del Quattrocento, nella quale la residenza di un mercante poteva riunire rappresentanza, abitazione e spazi di servizio.
Un prospetto da leggere in verticale
Il rapporto fra ingresso e trifora guida lo sguardo dal piano stradale verso l’alto. La trifora è una finestra suddivisa in tre aperture: non va confusa con tre finestre indipendenti, perché il suo disegno costituisce un unico elemento della composizione. Il portale, invece, rende evidente la costruzione dell’arco attraverso la disposizione radiale delle pietre.
Nel prospetto convivono elementi di diverso linguaggio. È quindi più utile osservare questa combinazione che attribuire al palazzo un carattere uniformemente rinascimentale. Un confronto con Palazzo Lambert, già Palagano, costruito nel 1420, permette di ritrovare in un’altra dimora cittadina il portale ogivale e la memoria della committenza familiare.
Il cortile e le funzioni della casa
La pianta si sviluppa intorno a un cortile quadrangolare, racchiuso da murature di notevole consistenza. Dal cortile si raggiunge la scala per i due piani superiori. Gli ambienti al pianterreno erano destinati a stalle, alloggi del personale di servizio e magazzini per le derrate alimentari. Questa distribuzione restituisce alla facciata il suo contesto: dietro l’immagine pubblica della dimora esisteva un organismo destinato anche al lavoro, all’approvvigionamento e alla gestione quotidiana della casa.
Dai governatori al seminario
Divenuto di proprietà comunale, il palazzo ospitò i governatori veneti fino al 1509. Nel 1642 fu trasformato in convento dei Teresiani e nel Settecento accolse il seminario. In tempi più recenti è stato utilizzato anche per uffici giudiziari e sedi di ordini professionali: sono destinazioni appartenenti alla sua storia, da non confondere con un’indicazione aggiornata degli uffici oggi presenti.
La vicina chiesa di Santa Teresa offre un riferimento per leggere la fase religiosa di questo tratto del porto. La figura del committente riemerge invece nella storia di Sant’Antonio al Fortino: nel 1478 la chiesa, allora sconsacrata, fu adibita alla costruzione di un’imbarcazione di Simone Caccetta. È un collegamento concreto fra la sua residenza e le attività marittime della città.
Riconoscere il palazzo nelle fotografie storiche
Una fotografia conservata nel Catalogo generale dei beni culturali mostra il portale e la finestra medievale del complesso. La scheda la attribuisce a Romualdo Moscioni e la colloca intorno al 1892, comunque prima del 1903, collegandola alla campagna fotografica Apulia Monumentale.
Il titolo storico richiama il convento di Santa Teresa: non è necessariamente un errore né l’immagine di un altro palazzo. Riflette una destinazione dell’edificio successiva alla residenza di Simone Caccetta. Per riconoscere il luogo occorre incrociare la denominazione con i dettagli architettonici, senza affidarsi soltanto al nome scritto sotto la fotografia.
Davanti alla facciata, il portale e la trifora offrono elementi di confronto particolarmente leggibili. La pagina sulle immagini storiche di Trani spiega come distinguere testimonianze fotografiche, incisioni e disegni: strumenti diversi, tutti utili se si conservano autore, datazione e contesto.
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