Storia e documenti · Chiese e monasteri
Chiesa di San Martino
Sotto il piano di via San Martino, colonne di reimpiego, affreschi e tracce del forno raccontano una chiesa dalle origini discusse.
Le origini e le attestazioni
San Martino è ricordato fra i più antichi complessi monastici di Trani. La menzione del 1075 non costituisce una data di fondazione: i caratteri architettonici hanno suggerito un’origine anteriore, fra VIII e IX secolo; CartApulia richiama anche un’ipotesi al VI secolo e notizie del 1062. Sono proposte da distinguere dalle attestazioni documentarie.
Per il 1131 è ricordata la presenza di monaci, ma la loro denominazione non è leggibile con sicurezza nel passo tramandato. Il richiamo successivo sembra riguardare sant’Ildefonso, vescovo di Toledo morto nel 667: non basta però a ricostruire il nome della comunità.
Un edificio sotto il livello stradale
La chiesa e il convento si affacciavano su un ampio spiazzo circondato da case, ricordate anche come costruzioni in legno. L’accesso alla chiesa avviene tramite una scala in un cortile interno; l’aula si trova circa due metri sotto la strada, con uno scarto indicato in altre descrizioni in 2,50 metri.
Il corpo longitudinale è diviso in tre navate. La descrizione metrica attribuisce al vano centrale circa 20 metri di lunghezza, 12 di larghezza e 4,60 di altezza; tali misure richiedono riscontro sul rilievo, soprattutto per distinguere la navata dall’intero ambiente. Sono ricordate coperture a botte e a crociera su pilastri e colonne di reimpiego. Un’altra descrizione parla di chiancarelle e di un «sistema a reticolato», formulazione che non consente da sola di identificare la tecnica costruttiva.
Colonne, capitelli e pitture
Nella navata principale sono descritti una colonna calcarea lunga 2,50 metri e due sostegni in graniti diversi, senza capitello ma con abaco. Le pitture che decoravano l’interno sopravvivono in tracce.
Nella navata in cornu Evangelii sono ricordati una colonna con due capitelli e abaco e un pozzo; in quella in cornu Epistolae due capitelli, uno dorico e l’altro semplice con abaco. Lungo la parete si dispongono sepolture. Nella navata di destra sono riemersi sarcofagi, capitelli e colonne inseriti nella muratura; a sinistra si conservano tracce di affreschi.
Dal forno al ritorno al culto
Dopo l’abbandono del culto, in un’epoca non precisata, la chiesa fu utilizzata come forno e poi come magazzino e deposito di materiali edili. Si è ipotizzato che l’ingresso originario fosse a occidente, presso la bocca del forno successivamente costruito. Il consueto orientamento dell’altare verso est costituisce un indizio, non una regola universale capace da sola di provare la ricostruzione.
Il complesso tornò in possesso del Comune di Trani nel 1960 e fu interessato da un lungo restauro. La riapertura e l’affidamento alla comunità romena per il culto ortodosso nel gennaio 2008 sono tappe della sua storia recente; non costituiscono indicazioni sugli orari attuali di visita.
Lungo strada San Martino, di fronte alla loggia dei Lepore, una targa del 1654 reca:
Sia lodato e ringraziato il SS. Sacramento.
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