Luogo da scoprire · Chiese e monasteri
Chiesa di San Giacomo
Elefanti, grifo e leone animano il portale di San Giacomo, antica Santa Maria de Russis trasformata nel Seicento accanto a piazza Gradenigo.
- Periodo storico
- XII Secolo
- Dove
- Via Romito
Scheda pratica
- Orari
- Luogo di culto: aperta per le celebrazioni e negli orari parrocchiali, variabili; verificare sul posto
- Biglietto
- Ingresso libero
- Come arrivare
- Via Romito, nel centro antico
- Ultima verifica
- ottobre 2026
Orari, tariffe e regole cambiano: i dati vengono da fonti pubbliche e vanno confermati prima della visita.
La chiesa di San Giacomo, in via Romito, conserva nel nome più antico di Santa Maria de Russis una parte della sua storia medievale. Generalmente riferita alla prima metà del XII secolo, è riconoscibile soprattutto per la decorazione scolpita della facciata e per la vicinanza alla chiesa di Sant’Agostino e a piazza Gradenigo.
Il portale e gli animali scolpiti
Il prospetto presenta figure animali e sostegni figurati, descritti come cariatidi, disposti su tre fasce. Nel portale, due elefanti sorreggono le colonnine laterali, sopra le quali compaiono un grifo e un leone. La sequenza verticale merita uno sguardo lento: le figure alla base, i fusti delle colonne e le creature superiori sono parti di un unico disegno.
Il grifo appartiene al repertorio degli animali fantastici, mentre le altre figure richiamano animali reali. La loro presenza dà movimento alla cornice dell’ingresso e collega San Giacomo al bestiario romanico. Non è necessario assegnare a ogni scultura un significato univoco: è più utile osservare come corpi, zampe e profili siano adattati alle funzioni di sostegno e di coronamento.
La trasformazione seicentesca
Nel 1645, secondo la cronologia locale, la chiesa accolse la confraternita di San Giacomo e ne assunse il nome. Il canonico Vito Antonio Fontanella finanziò un profondo rimaneggiamento; dopo la morte venne sepolto nella cripta, dove è ricordata la sua lastra tombale.
Alla trasformazione è collegato anche il cambiamento di orientamento dell’ingresso principale, spostato da occidente a oriente. La facciata scolpita va quindi letta insieme alla storia dei rifacimenti: la presenza di elementi medievali non significa che ogni parte conservi la posizione e l’assetto iniziali.
La memoria di Nicola Pellegrino
Una tradizione collega Santa Maria de Russis alla prima custodia del corpo di Nicola Pellegrino, prima dell’edificazione della Cattedrale a lui dedicata. È un’associazione storica proposta con cautela, distinta dalla collocazione delle reliquie nella Cattedrale di Trani. La cripta di San Giacomo non va dunque indicata al visitatore come sede attuale della tomba del patrono.
Fra il centro antico e piazza Gradenigo
La tappa successiva più coerente è Sant’Agostino, dove si può seguire anche la successiva vicenda della confraternita di San Giacomo. Nel passaggio da via Romito alla piazza cambia la scala urbana: il prospetto romanico raccolto nella strada lascia spazio a una facciata più articolata.
Le descrizioni storiche ricordano nella piazza un mercatino domenicale di oggetti antichi e usati. È una memoria della vita commerciale del luogo, non un’indicazione sufficiente per programmare una visita al mercato: eventuali iniziative vanno controllate nel calendario cittadino.
Rielaborazione del testo di Mario Lorusso.
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