Documento e ricerca · Dalle origini al Medioevo
Il Cicerone: vademecum storico di Trani
Il vademecum della parrocchia di San Giovanni ripercorre la storia di Trani dal Medioevo alle istituzioni assistenziali del Seicento.
Il Cicerone. Vademecum del turista, a cura della parrocchia di San Giovanni.
Per Trani il periodo normanno-svevo, che abbraccia poco più di due secoli, costituisce l’epoca d’oro della sua storia, nella quale la città espresse i prodotti migliori del suo operato e della sua capacità nel settore economico-commerciale come in quello artistico, testimoniando ciò anche con la promulgazione degli “Ordinamenta maris” del 1063, tradizionalmente presentati come un antichissimo codice marittimo mediterraneo; datazione e primato sono oggetto di discussione.
Trascurando la leggenda che la vuole fondata da Tirreno, figlio dell’eroe omerico Diomede, è accettabile l’opinione di quanti attribuiscono l’origine di Trani al primo secolo dell’era cristiana, un’ipotesi che non può però essere dimostrata dalla sola famosa “Tabula Peutingeriana”, copia medievale, realizzata intorno al 1200, di una carta stradale antica che è il primo documento storico nel quale la città figura al n VI della mappa col nome “Turenum”.
È solo dal secolo IX tuttavia, che la storia di Trani diviene ricca di episodi documentati.
Secolo XI – XII
La città nei secoli XI – XII visse periodi floridi per l’intensità dei traffici col Medio - Oriente, raggiungendo, per i suoi commerci, prosperità economica tale da affermarsi come “esempio commerciale” tra il levante e gli altri Stati d’Italia, mentre il suo porto diveniva uno dei più importanti dell’Adriatico.
Fu in questo periodo che, favorito dal diffuso benessere economico e dell’impegno della cittadinanza, si ebbe un fiorire di iniziative per la costruzione di chiese romaniche che non trova riscontro in nessuna città pugliese.
Secolo XIII
Durante il regno di Federico II di Svevia (1208 – 1250) che nella Puglia aveva fatto costruire splendidi manieri, la città, sotto la spinta delle fiorenti attività locali, allargò il perimetro dell’abitato con una seconda cinta muraria che rispecchiò l’importanza assunta da Trani nel regno. Questa murazione che comprendeva una superficie quasi doppia della prima rimase in piedi per oltre sei secoli fino al 1864, quando l’incremento demografico della città ne richiese la demolizione.
Secolo XIV – XV – XVI
Dopo i brevi periodi di dominazione veneziana (1496 – 1509 -1528) durante i quali si arricchì delle chiese di S. Agostino e di S. Rocco, la città passò sotto il dominio spagnolo che consacrò l’affermazione di Trani come centro politico giudiziario ed amministrativo della terra di Bari.
La città, per volere di Filippo II, divenne nel 1586 degno capoluogo per essere stata scelta come sede della Sacra Regia Udienza Provinciale.
Si ebbe così un profondo mutamento della strutturazione economica e nella caratterizzazione sociale di Trani che da centro marinaro e commerciale finì gradualmente per diventare la principale città della provincia, non solo per essere sede dell’organo politico- amministrativo della terra di Bari, ma per civile costume della cittadinanza e per l’intensa vita culturale che favorì la formazione di una vera borghesia intellettuale.
In questo contesto culturale si inseriscono iniziative sostenute dalla generosità dei tranesi, come l’Ospedale per i poveri viandanti. Questa istituzione sorge nell’area di quello che diventerà il Conservatorio (con annessa chiesa) di S. Lorenzo; ancora è da segnalare, in questo periodo, l’abbattimento della vecchia chiesa di S. Andrea.
Secolo XVII
Nel secolo XVII si ha una prosecuzione di quelle che sono le mutate condizioni ambientali della città.
A seguito della istituzione della Sacra Regia Udienza appare giustificata la preoccupazione dei tranesi di dotare la città di edifici degni di ospitare gli organi amministrativi che vi avevano sede, considerando le dimore per i funzionari che si erano stabiliti nella città. Alla ricca fioritura edilizia dei quartieri nord – occidentali di Trani fece riscontro la costruzione di edifici monumentali in altre zone.
Accanto allo sviluppo dell’edilizia pubblica, si affiancano iniziative private che in -collaborazione con le Autorità Comunali- portano alla istituzione “dell’Orfanotrofio per ragazze povere” presso quello che era, in un’epoca di cui la data non è leggibile, l’ “Ospedale dei poveri viandanti” (10 Agosto 1628). Coeva è l’ annessa Chiesa di S. Lorenzo. Le fonti documentarie difatti considerano le sorti della chiesa collegate ai mutamenti morfologico – funzionali che subisce il Conservatorio nel corso del tempo.
Citiamo i personaggi che intrapresero l’iniziativa dell’orfanotrofio: i signori Florenzo Vischi e Gian Luca Suppa, già deputato al governo del vecchio ospedale di S. Lorenzo di Trani e del Sindaco della Città Pietro Palagano.