Documento e ricerca · Trani e il mare
Le barche tranesi
I nomi delle imbarcazioni censite fra il 1837 e il 1860 raccontano devozione, lavoro e immaginario dei marinai tranesi.
Nella prima metà dell’Ottocento il porto di Trani ospitava una vivace attività marinaresca. Fra le imbarcazioni ricordate compaiono paranzelli, pielaghi e qualche tartarone. Il nome assegnato dopo la costruzione e il varo distingueva ogni barca, ma poteva anche esprimere una protezione invocata, un legame personale o un augurio.
Saverio Cortellino ha raccolto i nomi riportati nei ruoli delle imbarcazioni censite a Trani fra il 1837 e il 1860, conservati nell’Archivio di Stato, Sezione di Trani, Fondo Comune di Trani, buste 234 e 236. L’elenco offre un piccolo osservatorio sulla cultura del porto, non un conteggio di tutte le barche contemporaneamente in servizio.
I nomi delle barche
- Bella Regina
- Commercio
- Il Carmine
- Il Commercio
- Il Fortunato
- Il Purgatorio
- Il Redentore e L’Immacolata
- Il Salvatore
- Il Vigilante
- Il Vitantonio
- Il Zeffiro
- Immacolata Concezione
- Incoronata
- La Bella Annetta
- La Bella Rosina
- La Concezione
- La Divina Provvidenza
- La Fenice
- La Fonta
- La Fortuna
- La Gente
- La Libera
- La Madonna del Buon Consiglio
- La Madonna della Fonte
- La Madonna della Libera
- La Madonna della Modia
- La Madonna della Vittoria
- La Madonna delle Grazie
- La Misericordia
- La Sacra Famiglia
- La Santissima Trinità
- La Sirena
- L’Addolorata
- L’Arcangelo Raffaele
- L’Augusta
- Le Anime del Purgatorio
- L’Ercole
- L’Errico
- Madonna dello Sterpeto
- Romano
- S. Antonio
- S. Carlo
- S. Francesco di Paola
- S. Luca
- S. Nicola
- S. Nicola Pellegrino
- S. Sabino
- S. Tommaso
- San Luca
- San Michele
- San Spiridione
- Santa Giulia
- Santa Liberata
- Santissimo Crocifisso
- Spirito Santo
Devozione e vita quotidiana
La maggior parte dei nomi appartiene al linguaggio religioso. Cortellino segnala in particolare la diffusione della dedicazione alla Beata Vergine del Carmine, protettrice dei marinai tranesi. Le molte invocazioni mariane convivono con santi, immagini della salvezza e riferimenti alle anime del Purgatorio: il mare è così accompagnato da una geografia di protezioni spirituali.
Altre denominazioni suggeriscono letture differenti. Commercio richiama il lavoro; Il Fortunato e La Fortuna evocano un auspicio; La Fenice, La Sirena, L’Ercole e Il Zeffiro appartengono a un immaginario non esclusivamente devozionale. Nomi come Annetta e Rosina richiamano persone, ma il solo elenco non consente di identificarle né di stabilirne il rapporto con gli armatori.
Come leggere il repertorio
Le forme simili sono mantenute distinte: Commercio e Il Commercio, oppure S. Luca e San Luca, non sono state fuse. Analogamente, grafie come La Fonta e La Madonna della Modia non vengono corrette per somiglianza con altri nomi. Per associare ciascuna denominazione a un proprietario, a una rotta o a un tipo di scafo occorrerebbe tornare al singolo ruolo.
La storia della paranza completa la lettura del lessico marinaro, senza trasformare tutte queste imbarcazioni in un unico modello. Il repertorio conserva soprattutto le parole con cui una comunità nominava gli strumenti del proprio lavoro.
A cura di Saverio Cortellino.