Storia e documenti · Palazzi e architetture
Palazzo Quercia
Il palazzo progettato da Gerolamo Palumbo nel 1755, affacciato sul porto e legato alla memoria di soggiorni reali.
- Periodo storico
- XVIII Secolo
- Dove
- Piazza Quercia - Via Statuti Marittimi
Palazzo Quercia, conosciuto anche come Palazzo Palumbo, fu progettato e costruito da Gerolamo Palumbo nel 1755. Si trova fra piazza Quercia e via Statuti Marittimi, in rapporto diretto con il fronte portuale. Il doppio nome distingue la memoria del suo artefice dalla denominazione con cui edificio e piazza sono oggi riconosciuti.
La misura del prospetto settecentesco
Il carattere del palazzo risiede nella sobrietà delle linee e nella compostezza dell’ornamentazione. Per osservarlo conviene partire dall’insieme, dal rapporto fra superfici in pietra e aperture, prima di soffermarsi sui singoli particolari. La rappresentanza della dimora è affidata alle proporzioni più che all’accumulo di elementi decorativi.
Un confronto utile è con Palazzo Covelli, rinnovato dai Forges Davanzati nel 1753: lì le balconate d’angolo e le mensole sagomate richiamano immediatamente l’attenzione. Le due date ravvicinate consentono di leggere modi diversi di intervenire sull’edilizia civile tranese a metà Settecento, evitando di immaginare uno stile identico per tutte le residenze del periodo.
I soggiorni ricordati dalla tradizione cittadina
Alla storia del palazzo sono associati i soggiorni dei reali Ferdinando e Carolina, con il figlio Francesco, durante una visita a Trani nel 1797, e di Giuseppe Bonaparte nel 1807. Sono presenze tramandate nella memoria locale della dimora: raccontano la sua funzione di rappresentanza e ospitalità, senza consentire di identificare, in assenza di ulteriori riscontri, stanze, arredi o percorsi utilizzati dagli ospiti.
Le due visite appartengono inoltre a momenti diversi e non vanno fuse in un unico episodio. La prima è ricordata alla fine del Settecento; la seconda nel decennio successivo, in un mutato contesto politico.
La piazza e il porto
Il palazzo si inserisce nel settore di San Giorgio, dove il tessuto un tempo legato ad attività artigiane e produttive fu progressivamente segnato da dimore patrizie. Dalla piazza il confronto può proseguire con Palazzo Antonacci Telesio, distinguendone la diversa storia e il successivo rinnovamento ottocentesco.
La tappa è dedicata alla lettura degli esterni e del loro rapporto con lo spazio del porto; i ricordi di ospitalità regale non comportano l’esistenza di un percorso di visita interno aperto al pubblico.
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