Luogo da scoprire · Palazzi e architetture
Palazzo Antonacci Telesio
Fra via San Giorgio e piazza Quercia, Palazzo Antonacci Telesio racconta la residenza patrizia, le trasformazioni ottocentesche e la memoria delle carrozze di famiglia.
- Periodo storico
- XVIII Secolo
- Dove
- Piazza Quercia, all’angolo con via San Giorgio
Scheda pratica
- Orari
- Edificio privato: si osserva dall’esterno (facciata, portale, cortile se aperto)
- Come arrivare
- A piedi: nel centro antico, a pochi minuti da piazza Duomo e dal porto
- Ultima verifica
- ottobre 2026
Orari, tariffe e regole cambiano: i dati vengono da fonti pubbliche e vanno confermati prima della visita.
Palazzo Antonacci Telesio fu costruito nel 1761 dalla famiglia Antonacci, come ricorda la data sullo stemma all’ingresso. Il complesso si lega a via San Giorgio e si affaccia su piazza Quercia, a ridosso del porto. Alla storia della dimora si è aggiunto l’adattamento di una parte dell’edificio a struttura alberghiera.
Un palazzo trasformato nell’Ottocento
Dopo la demolizione delle mura, il complesso fu ampliato sul lato orientale. La storia pubblicata dalla proprietà ricorda inoltre un intervento del 1845 su progetto dell’architetto Luigi Castellucci, che adeguò il prospetto principale al gusto neoclassico. La fondazione settecentesca e la facciata successivamente rielaborata devono quindi essere lette come fasi distinte.
La dimora si sviluppa attraverso ambienti sotterranei, androne, piano nobile e livelli superiori. L’organizzazione per piani racconta una gerarchia degli spazi: l’ingresso introduce alla residenza di rappresentanza, mentre le trasformazioni più recenti hanno adattato altri ambienti all’ospitalità.
La raccolta delle carrozze
Il palazzo è noto per la collezione di carrozze della famiglia Telesio. Le descrizioni storiche ne ricordano trentatré, curate dal duca di Toritto Bernardino Telesio; la scheda del Ministero della Cultura ne censisce trentaquattro e fa risalire al 1956 la raccolta privata. La differenza fra i conteggi non autorizza a ricostruire acquisizioni o perdite senza un inventario aggiornato.
I modelli da mattino, da sera, da dama e da caccia, insieme alle divise dei cocchieri e ai finimenti dei cavalli, documentano usi diversi del trasporto. Il loro interesse riguarda sia la rappresentanza delle famiglie proprietarie sia il lavoro di chi costruiva, manteneva e conduceva i veicoli.
La varietà della raccolta aiuta a immaginare occasioni differenti della vita signorile: spostamenti ordinari, uscite formali e attività all’aperto richiedevano mezzi e attrezzature specifici. Divise e finimenti completano dunque il racconto delle carrozze, senza ridurle a soli oggetti decorativi.
La piazza e la visita
Da piazza Quercia il palazzo può essere confrontato con Palazzo Quercia, altra dimora settecentesca legata al porto. Risalendo via San Giorgio si incontra invece San Rocco, che conserva la memoria di una fondazione cinquecentesca e di successive trasformazioni.
La presenza dell’albergo non comporta automaticamente l’accessibilità della collezione. Per l’edificio e gli spazi visitabili occorre verificare direttamente con la proprietà; la scheda ministeriale del Museo delle carrozze è un riferimento documentario, ma i suoi dati di apertura non vanno considerati un calendario aggiornato.
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