Storia e documenti · Palazzi e architetture
Palazzo Covelli
Il rinnovamento settecentesco dei Forges Davanzati tra balconate d’angolo, stemma sul portale e scalone affacciato sul cortile.
- Periodo storico
- XVIII Secolo
- Dove
- Via Ognissanti
Palazzo Covelli, in via Ognissanti, conserva nel proprio nome e nelle insegne della facciata la memoria di famiglie diverse. Appartenne inizialmente ai de Boctunis, patrizi tranesi; nel 1753 fu acquistato dai Forges Davanzati, che lo restaurarono e aggiunsero il secondo livello. È per questa fase che l’edificio viene ricordato anche come Palazzo Forges Davanzati. Il passaggio ai Covelli risale al 1832.
Il portale e le balconate d’angolo
Il portale settecentesco è sormontato dallo stemma dei Forges Davanzati. L’insegna non coincide quindi con il nome oggi più usato per il palazzo: documenta la famiglia responsabile del suo importante rinnovamento. Questa distinzione evita di attribuire automaticamente ogni elemento araldico all’ultimo proprietario ricordato dalla denominazione.
Le balconate d’angolo costituiscono un altro elemento riconoscibile. Sono sostenute da una successione ravvicinata di mensole sagomate: osservate dal basso, permettono di seguire il passaggio fra le superfici del prospetto e lo spazio sporgente dei balconi. L’interesse non risiede in un singolo ornamento, ma nel rapporto fra la continuità della balconata e il ritmo dei suoi sostegni.
Archi e scale all’interno
Sul lato di fondo del cortile si sovrappongono due ordini di arcate con balaustre. Dietro questa struttura si sviluppa lo scalone che conduce ai piani superiori. La facciata interna e il percorso della scala vanno dunque letti insieme: le arcate non costituiscono soltanto uno sfondo, ma accompagnano la distribuzione della dimora.
All’esterno prevalgono il portale e i balconi; all’interno, il movimento verticale dello scalone. Sono due modi diversi di rappresentare la casa: verso la strada attraverso la decorazione e lo stemma, verso il cortile attraverso l’organizzazione degli accessi ai livelli superiori. Il palazzo è stato anche sede dell’Ordine degli Architetti, ma questa destinazione non va intesa come garanzia di apertura turistica degli ambienti.
Tre epoche lungo via Ognissanti
Il confronto con la medievale Casa de Agnete e con il quattrocentesco Palazzo Caccetta offre un percorso circoscritto sull’evoluzione dell’edilizia civile. Le differenze sono concrete: alla casa medievale e alla facciata tardogotica di Caccetta si affiancano qui la trasformazione settecentesca, il disegno delle balconate e il cortile con lo scalone. Le date appartengono a fasi diverse e non cancellano le preesistenze su cui ogni intervento si è innestato.
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