Storia e documenti · Palazzi e architetture
Palazzo Arcivescovile (Palazzo Rogadeo)
La dimora dei Rogadeo trasformata in sede arcivescovile, con un cortile seicentesco che conserva la memoria dei suoi committenti.
- Dove
- Via Beltrani
Su via Beltrani, nel settore del centro antico che conduce alla Cattedrale, Palazzo Rogadeo racconta il passaggio da residenza familiare a sede del governo ecclesiastico. Appartenuto ai Rogadeo nel XV secolo, fu acquistato da fra Diego Alvarez, arcivescovo di Trani dal 1606 al 1635, e destinato all’Arcivescovado. Il nome della famiglia e quello della funzione religiosa designano dunque lo stesso edificio, ma ne ricordano due diverse fasi.
Il palazzo rinnovato nel Seicento
Nel medesimo secolo Giovanni Battista del Tinto, arcivescovo dal 1666 al 1676, promosse a proprie spese un radicale restauro. La testimonianza architettonica più significativa di questo intervento è la facciata interna del cortile: non una semplice replica del prospetto stradale, ma una composizione nella quale il ritmo degli archi organizza l’intera altezza dell’edificio.
Tre ordini di arcate si sovrappongono su pilastri formati da conci accuratamente lavorati. Le chiavi degli archi assumono la forma di mensole sagomate; ai due livelli superiori, balconate e balaustre introducono un disegno più minuto entro la struttura massiccia. Per leggere l’insieme è utile seguire prima le linee verticali dei sostegni, poi quelle orizzontali delle balconate: il cortile acquista così ordine senza perdere profondità.
Gli stemmi e la memoria del committente
Quattro stemmi uguali di Del Tinto, disposti in asse con i pilastri e inseriti nelle balaustrate, ricordano il ruolo del presule nei lavori. La ripetizione araldica non è un dettaglio isolato: lega i diversi livelli della facciata alla medesima committenza e rende riconoscibile una fase precisa della lunga vita del palazzo. Il cortile è quindi importante tanto per la lavorazione della pietra quanto per questa testimonianza del rinnovamento seicentesco.
Tra via Beltrani e la Cattedrale
Il contesto aiuta a comprenderne la posizione. Via Beltrani costituisce uno degli assi del nucleo antico, collegato alla Cattedrale di San Nicola Pellegrino; lungo il percorso si incontra anche la chiesa di San Giovanni. Il rapporto fra strada, residenze e sedi religiose è qui più significativo di una lettura del palazzo come monumento isolato.
La descrizione del cortile non implica la possibilità di entrarvi liberamente: si tratta di una sede istituzionale, non di un itinerario museale con accesso garantito. Per proseguire il confronto fra cortili e scale dell’edilizia civile tranese, un altro riferimento è Palazzo Covelli, rinnovato nel secolo successivo.
Rielaborazione del testo di Mario Lorusso.
Orientarsi
Trova questo luogo
La mappa si apre su richiesta: puoi ingrandirla o usarla per calcolare il percorso.